Ambliopia

L’ambliopia (occhio pigro) è una condizione per cui è presente una ridotta acuità visiva, in genere in uno solo dei due occhi, causata da un ostacolo al normale input sensoriale insorto nei primi anni di vita.Le principali cause di questo ostacolo sono:

  • La deprivazione visiva dovuta ad un impedimento organico alla visione (es. cataratta congenita, opacità corneali, ptosi)
  • La presenza di una anisometropia, ossia una differenza marcata tra un occhio e l’altro in termini difetto refrattivo. Al cervello arrivano immagini troppo dissimili da uno e dall’altro occhio, dunque esso tende ad escludere quello con il difetto maggiore.
  • La presenza di uno strabismo, ovvero la deviazione dello sguardo di uno dei due occhi.

In tutti questi casi è essenziale una diagnosi precoce ed un intervento tempestivo che miri, dove possibile, ad eliminare la causa dell’ambliopia, e a ristabilire una uguale acuità visiva tra i due occhi. Questo perché la plasticità cerebrale nel bambino è massima fino all’età di 6 anni. Dopo tale tappa di crescita è molto più difficile avere un recupero totale dell’occhio ambliope.

Terapia tradizionale
La terapia tradizionale mira a potenziare la capacità visiva dell’occhio ambliope, occludendo o penalizzando l’occhio dominante. E’ fondamentale personalizzare la terapia a seconda dello specifico caso clinico. L’ortottista ha il compito di seguire l’andamento della funzionalità visiva del bambino, modulando il trattamento antiambliopico.
Training neurovisivo
Qualora la scoperta di un’ambliopia avvenga tardivamente (dopo i 9 anni), recenti evidenze scientifiche (AAO 2011: 2 Year Results of NeuroVision Treatment in Adult Patients with Unilateral Amblyopia) dimostrano che è ancora possibile ottenere un recupero dell’acuità visiva stimolando ed allenando i neuroni dell’area V1 della corteccia visiva, creando così nuove connessioni sinaptiche.  Nello specifico la neurostimolazione consiste nella somministrazione di un training neuro-visivo.

Il trattamento proposto dallo Studio Oculistico Angi si chiama RevitalVision®, una tecnologia, basata sull’apprendimento percettivo, utilizzata dal 1999 in Israele, ad oggi l’unica ad aver ottenuto l’approvazione FDA per il trattamento dell’ambliopia sopra i 9 anni di età.

Il trattamento consiste in un training visivo non invasivo personalizzato da effettuare nella propria abitazione con il proprio computer, controllato dal personale sanitario in modalità remota. Il ciclo terapeutico prevede 40 sessioni (3 alla settimana) per un periodo totale di circa 4 mesi. Tramite tale trattamento si ha un miglioramento delle prestazioni visive anche oltre il periodo plastico di sviluppo della visione: nei bambini maggiori di 9 anni e negli adulti.

RevitalVision assicura un aumento dell’acuità visiva di 2-2.5 righe logMAR all’ottotipo ETDRS, del 100% della sensibilità al contrasto, e della stereoacuità. Il miglioramento acquisito si mantiene nel tempo senza ulteriore stimolazione visiva.

Per maggiori informazioni visita http://www.revitalvision.it

Dislessia visiva

La Dislessia Evolutiva è caratterizzata da una specifica e significativa compromissione nello sviluppo della capacità di lettura, che non è interamente spiegata dall’età mentale, da problemi di acutezza visiva o da un’inadeguata istruzione scolastica. La capacità di comprensione della lettura, il riconoscimento della parola nella lettura, la capacità di leggere ad alta voce e le prestazioni nei compiti che richiedono la lettura possono essere tutte interessate. Spesso alla Dislessia Evolutiva si associano difficoltà nel compitare (scrittura,calcolo), anche se non necessariamente della stessa intensità, perché queste tre abilità (lettura, scrittura e aritmetica) presentano delle basi comuni“(WHO-ICD 10).

In Italia la D.E. colpisce circa il 4% dei bambini in età scolare.

Sebbene gli aspetti oculistici della D.E. siano stati relegati in secondo piano rispetto a quelli fonologici, crescenti evidenze scientifiche testimoniano la presenza nei pazienti dislessici di deficit legati alla via visiva. In particolare, è stato riscontrato un deficit nell’elaborazione del sistema magnocellulare-dorsale, la via visiva specializzata nell’analisi della configurazione globale dell’oggetto, della sua localizzazione spaziale e del movimento, determinando una localizzazione imprecisa delle lettere che compongono le parole ed un aumento del tempo di persistenza visiva della sillaba letta anche dopo la sua cessazione.  A questo si associa un’ instabilità di fissazione binoculare sul target di lettura dovuta ad una scarsa dominanza motoria e sensoriale che comporterebbe l’oscillazione continua della fissazione della lettera target alla lettera precedente o successiva, con conseguente sensazione di lettere che si accavallano e si spostano.

Nel 30% dei dislessici, è stata riscontrata la presenza di aspetti visuopercettivi alterati: il più rilevante risulta essere un’anomala percezione dei rapporti spaziali, chiamata “anisotropia verticale“, che comporta un compattamento dell’ immagine nell’asse orizzontale e un allungamento nell’asse verticale. Questo causa un significativo aumento del fisiologico fenomeno del crowding (affollamento laterale) con conseguente avvicinamento percepito delle lettere nel testo. L’individuazione di questi aspetti patologici consente di mettere in atto trattamenti mirati di tipo compensatorio e riabilitativo.

E’ di fondamentale importanza precisare che l’apprendimento della lettura, presuppone una visione integra ed efficiente. E’ dunque necessario accertare in primis l’integrità della funzione visiva, ricercando e correggendo le cause che potrebbero comportare un deficit visivo e quindi ostacolare il processo dell’analisi visiva (deficit refrattivi, ipoaccomodazioni, ipoconvergenze, alterazioni della visione binoculare) e simulare i sintomi della dislessia.

Una volta confermata la presenza dei requisiti fondamentali per una buona capacità di analisi visiva, si andranno ad esaminare quegli aspetti visuopercettivi sopradescritti. (Trauzettel- Klosinski et al; 2002; Mackeben et al 2004). Lo studio di questi specifici caratteri esula dall’ordinaria valutazione oculistica ed ortottica ma si affida ad una valutazione visuo-percettica propria.

Strabismo

Lo strabismo è una condizione in cui è presente una deviazione degli assi visivi per cui gli occhi non sono allineati nella stessa direzione: un occhio è fissante mentre il deviato può torcere verso l’interno (esotropia), verso l’esterno (exotropia), verso l’alto (ipertropia), verso il basso (ipotropia).

La deviazione oculare è causata da un disequilibrio dei meccanismi neuromuscolari che comandano i muscoli oculari estrinseci, adibiti al movimento dei bulbi oculari.

Una deviazione oculare può insorgere a qualsiasi età.

Se insorge in età pediatrica, e non viene diagnosticata tempestivamente, può rivelarsi un importante fattore di rischio per l’insorgenza di ambliopia (occhio pigro) nell’occhio che rimane deviato.

Se invece lo strabismo insorge in età adulta, il principale sintomo è la comparsa di diplopia (visione doppia). In questo caso, oltre che ricercare la miglior terapia che risolva la sintomatologia, è importante andare ad indagare la causa sottostante alla comparsa della deviazione. Spesso, infatti, l’insorgenza di uno strabismo tardivo, risulta essere un campanello d’allarme della presenza di patologie neurologiche o sistemiche.

In base al tipo e alla causa dello strabismo, la terapia può essere ottica o chirurgica.

Valutazione ortottica

La visita ortottica consiste in una serie di test, soggettivi ed oggettivi, atti a diagnosticare la presenza di anomalie a carico dell’apparato neuromuscolare e sensoriale degli occhi e le sequele che da esse ne possono derivare (strabismo, nistagmo, ambliopia, paralisi oculari, diplopia, confusione visiva).

Durante la visita ortottica si studia la funzionalità dei muscoli oculari estrinseci e dei muscoli palpebrali, l’integrità del sistema della convergenza, la binocularità ed il senso della tridimensionalità.

Inoltre, fondamentale è l’analisi dell’acuità visiva, proponendo, qualora necessario, un programma riabilitativo appropriato in caso di ambliopia (vedi training ortottico) o di ipovisione.

Il trattamento delle alterazioni oculo-motorie e sensoriali, includono la terapia ottica, ortottica, prismatica e chirurgica.

 

Vedi anche l’approfondimento: Chi è l’ortottista?

Valutazione visuopercettiva e visuospaziale

La valutazione visuo-percettiva e quella visuo-spaziale sono delle specifiche analisi che esulano dalla tradizionale visita ortottica.

Nei pazienti con sospetto o accertato deficit dell’abilità di lettura (dislessia), che può essere isolato o associato ad altri disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), è necessario esaminare determinati aspetti visuo-percettivi e visuo-spaziali.

Le nuove evidenze scientifiche dimostrano infatti la presenza di alterazioni  visuo-percettive e visuo-spaziali nei pazienti affetti da dislessia, che possono costituirne la causa principale (dislessia visiva) o essere presenti assieme a deficit fonologici (dislessia mista).

Valutazione visuospaziale
La valutazione visuo-spaziale mira a studiare il funzionamento del sistema di fissazione e del sistema saccadico rapido e lento, tutti atti implicati nel compito di lettura.
Valutazione visuopercettiva
La valutazione visuo-percettiva mira invece ad analizzare la percezione dei rapporti spaziali, che, se alterata, comporta uno schiacciamento dell’ immagine nell’asse orizzontale e un allungamento nell’asse verticale (anisotropia verticale), causando un significativo avvicinamento ed affollamento delle lettere nel testo.

La piattaforma Eyenext – Tetra ® Diag è ad oggi l’unico strumento, che tramite una batteria di test, è in grado di fornire un’indicazione sulla situazione visuo-percettiva del paziente dislessico.  Questa fase favorisce la diagnosi ed aiuta ad impostare un protocollo riabilitativo personalizzato.

Il protocollo riabilitativo Eyenext-Tetra Rehab “TRIGRAM”, consiste nella presentazione di triplette di lettere modulando lo spazio inter-lettera; questo allena il paziente a riconoscere parole con spazio critico sempre più basso. Il risultato è una riduzione del fenomeno dell’affollamento e un significativo miglioramento della performance di lettura.

Per maggiori informazioni http://www.esavision.it/it/landing/tetra2016.

Lo studio degli aspetti visuo-percettivi, deve essere sempre preceduto dalla valutazione ortottica, che ha lo scopo di ricercare e correggere la presenza di eventuali deficit visivi e della binocularità che potrebbero ostacolare il corretto processo dell’analisi visiva (deficit refrattivi, accomodativi e di convergenza, alterazioni della visione binoculare) simulando i sintomi della dislessia.

Training Ortottico

Il training ortottico ha lo scopo di riabilitare/rieducare il sistema visivo al fine di migliorare la funzionalità visiva e/o risolvere sintomi invalidanti, quali ad esempio diplopia, confusione, stanchezza e bruciore visivo.

Nel Training ortottico ricadono varie pratiche di stimolazione visiva:

Training anti-ambliopico
Il trattamento anti-ambliopico. Utilizzato nei casi di ambliopia, consiste nella penalizzazione o occlusione dell’occhio migliore in modo da allenare l’occhio pigro. Lo scopo finale è quello di portare il bambino ad uno stato di isoacuità (uguale acuità visiva nei due occhi).
Terapia prismatica
La terapia prismatica, utilizzata in caso di diplopia in età adulta. Si tratta di lenti con la proprietà di spostare l’immagine incidente. In questo modo, l’immagine vista dall’occhio deviato viene riportata nel punto corretto, sovrapponendola all’immagine dell’occhio fissante e facendo così vedere al paziente nuovamente singolo.

Training per deficit di convergenza
Il training per deficit di convergenza. Viene consigliato in caso vi sia una sintomatologia nella visione per vicino (astenopia, diplopia, confusione, cefalea), giustificata da una difficoltà a convergere e da una tendenza alla deviazione divergente per vicino. In questi casi è possibile educare il paziente con un programma riabilitativo ambulatoriale associato ad un programma di allenamento domiciliare.
Training neurovisivo
Training visuospaziale

Training Neurovisivo

Il training si svolge tramite un software non-invasivo, domiciliare e paziente-specifico per la stimolazione neuro-visiva. Questo training promuove la neuro-plasticità a livello della corteccia visiva (area V1), migliorando sia qualitativamente che quantitativamente l’immagine percepita.

Lo stimolo utilizzato è il “Gabor Patch“. I “Gabor Patches” rappresentano la stimolazione più efficace ad oggi utilizzata nel campo della neuro-visione. Hanno dimostrato di descrivere efficacemente la forma dei campi ricettivi dei neuroni della corteccia visiva primaria. Tramite la stimolazione con Gabor patches ripetuti e mirati, sottoponiamo i neuroni della corteccia visiva primaria (V1) ad un esercizio che li allena in modo specifico e che è anche in grado di promuovere e rinforzare le interazioni laterali tra neuroni. Il miglioramento delle interazioni spaziali induce la riduzione del rumore di fondo dell’attività neuronale e l’incremento della forza del segnale. In altre parole si aumenta la capacità dei neuroni di ricevere segnali deboli e cioè si aumenta la sensibilità a contrasti sempre più bassi.

Il miglioramento della sensibilità al contrasto induce l’incremento dell’acuità visiva.

Apprendimento Percettivo e Plasticità  Neurale sono i fondamenti del training. La percezione può venire modificata dall’esperienza. La prestazione visiva migliora con la pratica: esercizi visivi specifici, ripetitivi e controllati.  E’ dimostrato che l’apprendimento visivo acquisito si mantiene per anni senza ulteriore pratica.  Osservazioni cliniche e dimostrazioni sperimentali indicano la presenza di plasticità neurale residua ben oltre il periodo critico. La tecnologia RevitalVision®, utilizzata dal 1999 in Israele, ad oggi, è l’unica ad aver ottenuto l’approvazione dell’FDA per il trattamento dell’ambliopia sopra i 9 anni di età (2001). Il trattamento neuro-visivo per l’ambliopia può migliorare le seguenti prestazioni visive:  l’acuità visiva (2.5 righe logMAR dell’ ottotipo ETDRS), la sensibilità al contrasto (aumento del 100%) e la stereoacuità nei bambini oltre i 9 anni e negli adulti. Questo miglioramento è dimostrato invariato dopo 24 mesi, senza ulteriore stimolazione visiva.

Per maggiori informazioni visita http://www.revitalvision.it

AAO 2011: 2 Year Results of NeuroVision Treatment in Adult Patients with Unilateral Amblyopia.